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Intervista a cure naturali 

Un dialogo interessante con Alejandro Sole Costa,

 Imitare il Tao, assaporare lo Yin e lo Yang mediante il Feng Shui

master Feng shui. Cosa significa vivere in conzonanza con l’universo, vedere il mondo attraverso lenti che danno giudizi apparentemente opposti ma in realtà complementari. Proprio come lo Yin e lo Yang…

Di Elisa Cappelli

“Per essere felici occorre soltanto seguire le leggi della natura”, diceva Confucio. Cosa significa condurre una vita in consonanza con
l’universo?

Prima di tutto dobbiamo capire cosa signicava per Kong Zi (Confucio) le leggi della natura e come queste veniva interpretata.

Tutti sanno che esistono lo Yin e lo Yang. In realtà i 5 elementi abbinati alle due polarità nel taoismo producono legno Yang, legno Yin, fuoco Yang e fuoco Yin, terra Yang e terra Yin, metallo Yang e metallo Yin, acqua Yang e acqua Yin che a loro volta producono 10 elementi diversi.

Questi sono conosciuti come Jia, Yi, Bing, Ding , Wu, Ji, Geng, Xin, Ren, Gui.

Nel Feng shui ad ogni individuo viene abbinato un elemento personale e questo si chiama DM (Day Master).
Ogni periodo di 10 anni della vita si chiama Luck pillar e ogni anno si chiama Year pillar.

Dobbiamo fare un esempio per capire meglio. Prendiamo una qualsiasi data di nascita, anche la tua, 26 settembre 1985. In questo caso c’è WU earth come Day master. Per ogni persona varia, ovviamente.

Ciò che regola i diversi periodi della natura sono le differenti interazioni tra lo yin e lo yang. Il DM che stiamo prendendo in esempio sta vivendo un periodo di 10 anni che si chiama Wu/Zi.  Cosa significa Wu/Zi per il Day master? Significa che per questi 10 anni nella sua vita ci saranno dei sibling/peers/colleghi o persone che lei considererà come pari. Dunque, per il nostro esempio di riferimento nei prossimi 10 anni si presenteranno delle persone con le quali il nostro DM potrà attivare una buona rete di relazioni. La principale energia di Zi è Gui ovvero Acqua Yin per il DM significa denari. Vale a dire che il nostro DM in questi 10 anni avrà la possibilità di lavorare con dei colleghi per produrre le sue ricchezze unendo questo tipo di forze.

Ora che ho definito cosa significa il periodo della natura, torno alla tua domanda. Vivere in consonanza significa che se al DM si presenta un ciclo come quello illustrato, questa condizione va di pari passo con la capacità del soggetto di usare queste energie per poter produrre le sue ricchezze e le sue relazioni. Se la persona non focalizza l’obiettivo, ovvero non crea una sua rete di conoscenza, sarà molto difficile che possa guadagnare o accumulare, risparmiare più di tanto.

Facciamo un altro esempio: in un certo anno a un DM può apparire il suo Direct Officer. Con Direct Officer si intende il potenziale compagno. Anche in questi casi, torno sulla consonanza con la natura cui tu fai riferimento. Il Direct Officer può appaire, ma il DM dovrà esser predisposto, disponibile a uscire nel mondo e incontrare chi già, in qualche modo, lo attende.

In sintesi, per vivere in risonanza con la natura dovremmo prima poter capire i diversi cicli per poi comprendere come utilizzarli in funzione del raggiungimento dei nostri scopi.

Nel Dao troviamo l’unità di fenomeni apparentemente diversi, contrapposti, e in realtà complementari, complementari due aspetti che tendono verso l’unione a riformare l’uno. Vale anche per le persone, per noi?

Questa domanda mi sembra molto interessante…

Ciò che è contrapposto genera l’unione, direi. Normalmente vediamo le cose contrapposte come idee diverse, senza accorgerci che in realtà la contrapposizione è ciò che crea la loro unione. Possiamo interpretarle come un filo conduttore che permette a due idee uguali di essere diverse nella loro espressione attraverso sfumature opposte. Questa diversità crea l’esperienza che le unisce e che permette loro di essere UNO.

Questa logica complementare fa parte di noi? Direi di sì… Il sistema del pensiero dualista è la prima cosa che impariamo quando siamo bambini ad esempio: buono o cattivo, bianco o nero… ecc. Con gli anni iniziamo a capire che in realtà la relatività del buono o cattivo cambia in base all’osservatore. Questa relativizzazione (buono o cattivo) della valorizzazione degli eventi tende a far sì che impariamo che le cose sono “sostantivi” e che siamo noi a vederle con una lente che le colora con sfumature di Yin e Yang. Queste rispondono ai nostri valori culturali e alle nostre esperienze. In realtà la lettura di questi sostantivi in chiave Yin o Yang è solo la forma che abbiamo per approcciare le “esperienze” ed è proprio su questa esperienza che si fonda la nostra evoluzione e l’essenza dell’apprendimento.

Se le vediamo Yin o Yang non è importante. E’ fondamentale averle vissute perché è proprio il vissuto che ci permette di creare la nostra evoluzione anche se all’interno di esso ognuno di noi ha un ruolo specifico da giocare.

Noi già siamo parte di questo uno che unisce gli opposti?

Se vediamo il fluire del tempo e delle esperienze come un teatro nel quale il nostro vissuto si accumula come esperienze di vita in funzione dell’evoluzione personale e/o collettiva dovremmo tenere conto che ognuno di noi dovrà avere un opposto per far sì che possano essere messi in scena i diversi ruoli che ci portano all’esperienza del vissuto.

Noi siamo parte degli opposti e in questo ruolo ci uniamo alla nostra controparte in un unico vissuto, che è l’esperienza comune.

Se l’unità è armonia, cos’è la separazione?

La separazione è parte dell’esperienza dell’unione. Ti fornisco un esempio pratico che ci serve a capire di cosa parlo: nel periodo new age molti dei miei amici volevano convincere altre persone che la via spirituale fosse meglio della via materiale. Per capire questo esempio dovremmo intendere a  via materiale come controparte della via spirituale.

A mio giudizio l’esperienza del materialismo fa anche parte dell’evoluzione ed è cosi importante che la via spirituale non avrebbe nessun valore senza aver esperito l’aspetto più materiale. A mio parere non basta una vita per capire e sperimentare questa illusione. Tornando al nocciolo, se la via spirituale significa spogliarci degli attaccamenti “materiali o meno, comunque attaccamenti” per poterci dedicare al risveglio della nostra coscienza, o via spirituale,  dobbiamo ammettere che senza attaccamento non ci potremmo spogliare. Nella via del risveglio il materialismo ha una funzione fondamentale che è quella che ci serve a creare l’attaccamento al materiale dal quale far partire la strada del risveglio, quella per spogliarci dal materiale. Convincere una persona che è nella fase di attaccamento che la via spirituale è meglio non serve a niente, dato che il soggetto sta sperimentando una fase fondamentale per il suo risveglio spirituale.

Ora, dopo questo esempio, possiamo ancora dire che il materiale e lo spirituale sono cosi contrapposti ? O magari potremmo ringraziare la nostra parte più materiale per aiutarci a far emerger la nostra spiritualità?

La separazione e l’unione giocano lo stesso ruolo del materiale e dello spirituale.

In questo senso, qual è la direzione e l’utilità del Feng shui?

Il Feng shui utilizza la stessa esperienza dello Yin e dello Yang direzionando le energie all’interno della casa con scopi precisi. Una volta imparate le tecniche, possiamo indirizzare le energie e provocare  effetti diversi in accordo alle esperienze che vogliamo vivere. Se siamo in uno stage materiale, il Feng Shui è ideale perché ci permette di attivare le stelle dell’abbondanza e produrre buone quantità di denari. Lo stesso quando cerchiamo una persona con cui condividere la nostra vita o in molte altre esperienze.

Se siamo separati della persona che amiamo possiamo attivare il Returning exagram per fare tornare le persone, oppure capire quando sarà il momento del ritorno e prepararci per quanto questo accadrà. Il Feng shui analizza i cicli della vita e questo ci permette di capire quando sono i miglior tempi per realizzare ogni tipo di attività. Capendo questi cicli possiamo anche fluire con loro di modo che la vita abbia un andamento fluido senza grandi intoppi. 

Che altro si può fare con il Feng shui? In realtà, conoscendo cosa succederà domani possiamo anche anticipare o prepararci per ricevere ogni momento della nostra vita in piena forma. Immaginiamo che il nostro miglior periodo della vita è quando abbiamo 60 anni ?
Con il Feng shui possiamo analizzare cosa faremmo ai 60 anni di modo di riprodurre quanto succederà in quella fascia di età ed iniziare prima.
Siamo noi che, attraverso il nostro libero arbitro, quando arriva il momento giusto, scegliamo di vivere un’esperienza dando tutti i colori e tonalità che ci servono per assimilare quanto dovremmo imparare. Se avete per un momento la possibilità di andare a cercare nel vostro futuro le vostre migliori capacità non vi piacerebbe conoscerle prima? Se oggi potete capire quali saranno le vostre difficoltà di domani, non vi piacerebbe essere pronti per i momenti difficile cosi da attenuare i momenti negativi?

Questo è lo scopo del Feng shui: non si tratta solo di arredare la casa, ma di capire la natura e i suoi cicli in modo da poter esprimerne meglio il nostro libero arbitrio per far sì che la nostra esperienza di vita sia quella che vorremo vivere.

Non abbiamo cura dell’ambiente, come possiamo prenderci cura della casa?

La nostra casa è un contenitore energetico che delimita non solo lo spazio ma influisce anche su quanto andremmo a vivere nello spazio. Con una lettura della casa attraverso il Feng shui possiamo capire cosa succederà all’interno della nostra casa nei prossimi anni.

Si tratta di comprendere la potenzialità degli spazi di cui disponiamo per poter fare sì che le energie possano “giocare nella nostra squadra” e produrre gli effetti che vogliamo avere, siano essi di natura materiale, spirituale o affettiva. La casa è la nostra pelle energetica. Come ogni mattina ci laviamo il viso per avere una pelle fresca e pulita, allo stesso modo dovremmo occuparci della nostra casa di modo che questa “pelle di mattoni” possa anche aiutarci a raggiungere gli obbiettivi nella vita quotidiana.

Immagine | Alejandro Sole Costa

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